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Rassegna stampa / Articoli 2010 / INTERVISTA AD ALBERTO DE ANGELI

Dopo aver illustrato i corsi di approfondimento attivati dalla SDFT nell’anno scolastico 2009/10 (vedi numeri precedenti de La Settimana), vi proponiamo oggi l’intervista ad Alberto de Angeli, studente della Scuola di Teologia, che ha appena concluso il suo primo anno di frequenza, per cercare di spiegare, anche attraverso la sua esperienza, cosa siala ScuolaDiocesanadi Formazione Teologica.

D: come hai saputo della scuola?

Conosco don Damiano da tanti anni, perciò ho sentito parlare spesso della scuola di Teologia. Gli argomenti trattati mi hanno sempre incuriosito ma, per motivi di lavoro, non mi sono mai iscritto. Poi ho saputo che c’ era la possibilità di frequentare tre corsi, invece dei sei previsti, spezzando l’anno in due; così mi sono iscritto. Naturalmente mi serviranno più anni per completare il percorso,  però, in questo modo, riesco a far coincidere i miei impegni lavorativi con l’impegno scolastico.

D: cosa ti aspettavi?

Mi aspettavo delle informazioni riguardanti più che altro la vita della Chiesa, da un punto di vista teologico ed ecclesiale, invece ho trovato molto di più. Ad esempio il corso biblico sull’Antico Testamento, tenuto dal prof. De Santi, è stato per me illuminante. Prima avevo provato tante volte a leggerela Bibbia, ma facevo fatica a capire cosa stessi leggendo. Ora ho degli strumenti adatti che mi consentono di cogliere qual’era l’ambiente, gli usi e i costumi, del periodo in cuila Bibbiaè stata scritta. Il contestualizzare, l’imparare a calarmi in quella realtà storica, mi permette di capire in maniera più profonda il senso di quello che sto leggendo.

D: com’è stata la tua esperienza?

È stata un’esperienza assolutamente positiva, che consiglio a tutti. Si tratta di fare il primo passo, di trovare il tempo, ma soprattutto la voglia, di frequentare. Di per sé la scuola non ti crea grosse difficoltà; certo richiede un certo impegno di studio, ma si può fare tranquillamente, e le conoscenze che si acquisiscono permettono di vivere con più consapevolezza la propria fede.

Un’altra cosa che mi ha favorevolmente colpito è stato trovare un ambiente molto ospitale, un gruppo di persone con le quali si sta molto bene assieme; è un’amicizia tra adulti, di età molto diverse, che permette di confrontarsi serenamente senza la preoccupazione di essere giudicati o fraintesi. Questo fatto è molto importante perché è difficile, fuori dal contesto scolastico, trovare dei luoghi dove parlare della propria esperienza di fede, porre domande o esprimere dubbi e perplessità, ed essere compreso.

 

Articolo degli studenti della SDFT

Pubblicato su “La Settimana” del 29/ Agosto/2010