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Rassegna stampa / Articoli 2010 / INTERVISTA A MARINO BELLINI

Proponiamo oggi l’intervista del sig. Marino Bellini, studente del terzo anno della Scuola di Formazione Teologica di Rovigo.

D:Cosa ti ha spinto ad iscriverti alla scuola?

La curiosità. Per curiosità, tempo fa, ho partecipato ad una settimana di esercizi spirituali. L’esperienza mi aveva colpito e chiesi al Padre che ci aveva guidato di consigliarmi un percorso per continuare a vivere quell’esperienza. Lui mi consigliò di frequentare dei corsi di Teologia per contestualizzare la Scrittura e le ragioni della mia fede. Così mi sono iscritto.

D: Com’è stata la tua esperienza?

Prima di iscrivermi mi aspettavo che la scuola fosse orientata prevalentemente al catechismo, alla preghiera; invece, quello che mi è piaciuto di questo scuola, è che mi ha dato anche l’opportunità di approfondire gli aspetti culturali e storici. Ho avuto la possibilità di capire quello che trovo scritto al di là delle parole, al di là dell’interpretazione che si dà nel poco tempo che si ha a Messa. Mi sono trovato bene sia a livello personale, perché ho conosciuto persone spinte dalla mia stessa curiosità, che a livello formativo, perché, anziché trovare delle risposte ho trovato, sia nei docenti che nei colleghi, dei momenti di crisi, cioè la possibilità di farmi delle domande, di capire che i miei dubbi non erano un qualcosa di esclusivo ma di condiviso e che l’accettare i dubbi è un modo per rapportarsi alla Fede.

D: In concreto, che cosa ti ha dato la scuola?

Tre cose: per prima, un bagaglio di conoscenze culturali che, oltre che a capire meglio la Scrittura, mi aiutano a capire l’atteggiamento della Chiesa in genere; ora sono molto meno prevenuto di prima perché ho visto che certi atteggiamenti di crisi sono accettati all’interno della Chiesa. La seconda è a livello relazionale, l’aver incontrato altre persone disposte ad accettare la fede in maniera non scontata. La terza è aver conosciuto dei preti che possono essere dei punti di riferimento anche al di fuori della scuola.

D: un fattore stimolante per cui varrebbe la pena di frequentare la scuola?

Per me stimolante è la conoscenza perché ha come conseguenza una certa apertura mentale.

Questo potrebbe essere utile sia per cambiare l’atteggiamento mentale di chi è rimasto legato ad una visione bigotta della fede, sia a chi critica la Chiesa solo basandosi su quello che sente alla televisione. Sarebbe opportuno prima conoscere, in modo da fare una critica costruttiva e non volta solo a demolire.

Si finisce, sennò, con l’escludersi senza motivo.

 

Articolo degli studenti della SDFT

Pubblicato su “La Settimana” del 12/ Settembre /2010