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Rassegna stampa / Articoli 2011 / Discorso del vescovo per il nuovo anno scolastico

Oggi vi proponiamo la sintesi del discorso di benvenuto che SE il vescovo Lucio ha tenuto in occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico della SDFT.

Voglio sottolineare chela SDFTè prima di tutto un segno di vitalità della Chiesa per un annuncio del Vangelo aperto alle sfide di una società da rievangelizzare. Mostra la capacità di una Chiesa di incarnarsi nel proprio ambiente, di condividere, come dice il Concilio, gioie e dolori, fatiche e speranze, per annunciare in modo credibile ciò che Dio ha fatto in Gesù Cristo e continua a fare nella Comunità Cristiana.

La scuola segno della vitalità di una Chiesa, ma soprattutto un luogo per offrire una formazione teologica seria a tutti i cristiani, ma anche a quelle persone che possono avere dei dubbi nella fede o che sono poco praticanti, perché aiuta  ad approfondire il senso che ha per noi il messaggio cristiano.

Scrivono i Vescovi nei documenti degli anni scorsi, che l’accesso dei laici allo studio della teologia è un fattore essenziale per il primo rinnovamento della comunità cristiana.

Essi sottolineano comela SDFT aiuti a capire le domande dell’uomo e a fornire a queste domande anche adeguate risposte.

La SDFT non è un fatto che interessa a me, ma è un fatto che ha rilevanza nella vita ecclesiale e soprattutto nel rapporto tra fede e cultura, tra il messaggio cristiano e il contesto sociale nel quale viviamo. Ancora possiamo dire chela SDFT ha come fine primario aiutare le persone a fare propri gli strumenti e i metodi necessari per esplicare la funzione teologica propria di ogni membro della chiesa. Come dire che la riflessione sui contenuti della fede non è una cosa che riguarda solo i preti, o alcuni esperti, ma è una finalità che riguarda tutti. Al tempo stesso la scuola teologica favorisce l’acquisizione di un linguaggio e di una prospettiva che rende più agevole sia l’ascolto della Parola, sia il dialogo con il mondo.

Essa può costituire un punto di riferimento comune su cui andranno innestati, parallelamente o successivamente, percorsi differenziati rispondenti ai singoli settori della vita pastorale.

Quello che questi documenti ecclesiali vogliono dire è che quello che state vivendo certamente è importante per voi, per certe vostre esigenze di chiarimento e di approfondimento, ma risponde anche alla comunità cristiana stessa che ha bisogno di cristiani sempre più consapevoli della loro fede, e del rapporto che la fede ha con la vita, con la storia, con la cultura, soprattutto con il mondo attuale che ormai è multietnico, multiculturale, multi religioso.

Il mio augurio è che possiate partecipare con interesse crescente ai corsi che vi saranno offerti dalla Scuola, ovviamente non solo in funzione di una vostra personale crescita culturale e teologica ma, mi auguro, anche per un servizio, un aiuto da dare a tutti i cristiani e in particolare alle comunità, perché siano lievito e fermento dentro la nostra società polesana.

Grazie che ci siete e auguri di un buon cammino.

 

Articolo degli studenti della SDFT

Pubblicato su “La Settimana” del 23 ottobre 2011