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ATTENZIONE

l'esame di

TEOLOGIA MORALE II

Prof. don Pier Antonio CASTELLO

di Venerdì 7 aprile 2017

sarà 

dalle ore 16:00 alle ore 17:30


Rassegna stampa / Articoli 2011 / Intervista Paola e Stefano Paganini

Ad  un mese dall’inizio delle lezioni, sentiamo come stanno vivendo questa esperienza i nuovi iscritti.

Iniziamo con una coppia di sposi, i signori Brugnolo Paola e Paganini Stefano di Rovigo.

D:Come e perché siete arrivati ad iscrivervi alla nostra SDFT?

Da diverso tempo sentivamo l’esigenza di meditare ed approfondire i temi della nostra fede, anche perché tutto si era fermato al catechismo fatto da bambini, ma sentiamo forte la necessità di approfondire le nostre conoscenze per vivere una fede adulta, consapevole.

Sapevamo già da qualche anno, che a Rovigo c’era questa scuola Diocesana di Teologia, però, prima, le lezioni erano di sabato pomeriggio e poi sono passate al venerdì nel primo pomeriggio: in ogni modo erano orari per noi impossibili. Poi, in parrocchia, abbiamo visto i depliant della scuola con i nuovi orari e così, finalmente, è stato possibile iscriverci e frequentare come corsisti ordinari.

D: E adesso che avete iniziato questo percorso, anche se da poche settimane, quali sono le prime impressioni?

Sicuramente ci siamo accorti che abbiamo un sacco di vuoti di preparazione. Il grosso errore è stato quello di pensarela Teologiacome una materia riservata ai presbiteri o ai religiosi, mentre è necessaria anche a noi laici se vogliamo vivere la fede in maniera consapevole e responsabile.

D: Sono ormai diverse le coppie di sposi che frequentano la scuola.

    Cosa ha spinto voi a questa scelta?

Tante cose. Innanzitutto, entrambi avvertivamo l’urgenza di approfondire in maniera sistematica i  fondamenti della nostra fede. Inoltre,  pensiamo che il condividere un’esperienza di questo tipo, dove gli argomenti teorici,  pur essendo comuni, hanno una ricaduta individuale, legata alla spiritualità del singolo, sia un modo per aumentare l’empatia della coppia e sicuramente un stimolo in più per dialogare. È molto bello anche essere di nuovo insieme sui banchi di scuola, come tanti anni fa quando ci siamo conosciuti.

D: Cosa vi aspettate da questo percorso?

Non abbiamo delle aspettative particolari: forse solo cercare di raccogliere l’invito che spesso ripete il nostro vescovo: “siate portatori di gioia e di speranza” e “ siate sempre pronti a rendere ragione della speranza che è in voi”.

Comunque, certamente, vogliamo capire se le nostre motivazioni, le nostre ragioni, le conclusioni a cui siamo giunti autonomamente sono in linea con quella Chiesa alla quale sentiamo di appartenere.

 

Articolo degli studenti della SDFT

Pubblicato su “La Settimana” del 6 novembre 2011