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Rassegna stampa / Articoli 2010 / Intervento don Damiano Furini

Come avevamo anticipato nel precedente numero de La Settimana, vi proponiamo l’intervento fatto da don Damiano Furini, direttore della nostra scuola di Formazione Teologica. In occasione del Forum delle SDFT del Triveneto.

“Il forum è un’occasione per conoscersi tra varie Scuole,per mettere a tema un aspetto importante della vita delle nostre scuole, per condividere i cammini e i progetti di ciascuna. Non è tanto un momento accademico, come tra l’altro non lo sono nemmeno le Scuole stesse, ma pur sempre un’occasione “seria” per darci parola e per darla soprattutto ai tanti laici che frequentano i nostri corsi.

Mi preme ribadire come le SDFT sono un’occasione offerta a tante persone per approfondire le ragioni della propria fede, per rinforzare la preparazione di chi svolge un servizio come operatore pastorale nella realtà ecclesiale, per consentire anche a chi è in ricerca di illuminare l’intelligenza con un approccio “pensato” alle ragioni del credere. Non dimentichiamo che nelle nostre Scuole passa davvero un notevole numero di persone, persone che trovano in esse un’occasione propizia per fare un passo in avanti nel loro cammino di ricerca o di fede. Purtroppo dobbiamo ancora lamentare come le Scuole siano sconosciute a tanta parte della nostra gente e come su di esse le nostre Diocesi investano ancora molto poco in termini di informazione e di orientamento. I nostri sacerdoti, troppo oberati da un lavoro pastorale sempre più pressante e faticoso, non segnalano ai fedeli laici la favorevole opportunità di questo cammino (la mia non è un’accusa, ma una constatazione). Le Scuole sono un frutto del post-Concilio, ma ancora un frutto “proibito” per tanti. Formare ad una vita cristiana adulta, pensata e agita nel contesto ecclesiale e sociale è ancora una meta lontana.

Ci siamo posti con il Forum di oggi un obiettivo ambizioso: quello di interrogarci sulla nostra identità in dialogo. Non è un tema teologico tra i tanti quello di oggi, ma è una provocazione che ci viene dal mondo, dalla vita, dalla società che si sta sempre più mescolando con presenze, culture, esperienze religiose diverse. Il cambiamento è la cifra che forse più di ogni altra descrive l’oggi che viviamo. Un cambiamento che non è di un momento, che non si arresterà, che modificherà tanta parte delle nostre abitudini e del nostro vivere quotidiano. Non possiamo allora non porci la domanda circa l’atteggiamento da tenere come cristiani in questo arcobaleno di colori e di diversità.

Non dobbiamo chiuderci dentro le nostre case o le nostre strutture e lasciare fuori da esse il mondo. Non possiamo rivendicare la nostra identità contro quella delle minoranze che ci circondano. Il dialogo non è certo una parola nuova, appartiene al lessico teologico ed ecclesiale dal Concilio in poi, ma forse oggi a cambiare è l’urgenza di imparare a vivere praticamente con un atteggiamento e una mentalità in dialogo. O impariamo a parlarci, dentro e fuorila Chiesa, dentro e fuori le nostre case, le nostre piazze, le nostre scuole o tutto diventerà terribilmente più difficile da gestire e da affrontare.

 

Articolo degli studenti della SDFT

Pubblicato su “La Settimana” del 31 Ottobre 2010