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Rassegna stampa / Articoli 2010 / Avvento. L'ATTESA DEGLI ANZIANI. Prof. Roy Benas

Con l’inizio dell’Avvento, l’atmosfera delle nostre case e delle nostre parrocchie si anima di un fervore e di un’attività particolari  propri solo di questo tempo dell’anno liturgico: tutti siamo già orientati al Natale. Consapevoli che si tratta di un’occasione per prepararci a vivere il Natale con maggiore dignità e profondità, come SDFT  vi proponiamo quattro riflessioni, una per ogni settimana d’Avvento, elaborate dai docenti della nostra scuola, i quali faranno una  lettura dell’Avvento partendo dal punto di vista della materia che insegnano.

Oggi, prima domenica d’Avvento, vi proponiamo la riflessione del professore Roy Benas insegnante di Teologia Spirituale:

L’attesa degli anziani

Il Vecchio Simeone, la profetessa Anna e i Re magi, sono personaggi minori nel Vangelo di Luca; appaiono alla nascita di Gesù e scompaiono subito dalla storia.

Il loro ruolo è di riconoscere e proclamare la presenza del Messia in Israele e ci stupisce che essi conoscano Gesù più intimamente di Maria e di Giuseppe. La storia di questi anziani non si protende verso il futuro, è piuttosto il frutto di un passato oscuro caratterizzato dall'attesa.

 La loro storia si consuma negli anni, in un' opprimente quotidianità capace di spegnere la speranza e l'attesa. Nella folla amorfa e priva di un orizzonte verso il quale volgere lo sguardo c'erano persone che s'illuminavano di speranza.
Questi anziani sono i testimoni di un piccolo e anonimo popolo di persone in costante veglia, un popolo laborioso intento a scrutare i segni dell'azione di Dio; uomini di fede capaci di vibrare ad un
soffio. E' questa speranza laboriosa che incide i loro cuori, li forgia e li cesella rendendoli capaci di riconoscere il Messia.

 Essi infatti modellano se stessi preparandosi all'incontro. Inconsapevolmente diventano capaci di riconoscere il Signore in una forma e in una situazione che per gli altri è priva di significato e
valore.
L'Avvento è il tempo liturgico nel quale s'impara a riconoscere il Signore che verrà.

Il dono dell'Avvento però non è la venuta di Gesù, il dono è saperlo riconoscere come colui che già abbiamo conosciuto durante la nostra struggente attesa.

 

Articolo degli studenti della SDFT

Pubblicato su “La Settimana” del 28 Novembre 2010