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Rassegna stampa / Articoli 2012 / Lo studio della mariologia

Per capire l’opportunità dell’insegnamento della mariologia all’interno di un percorso di Teologia, vi proponiamo la sintesi dell’introduzione, fatta da sr. M. Elena Zecchini, in occasione dell’apertura del Seminario di mariologia.

Bisogna partire dalla Lettera della Congregazione per l'educazione cattolica "La Vergine Maria nella formazione intellettuale e spirituale" pubblicata nel 1988.

La motivazione profonda della Lettera è nella consapevolezza del ruolo singolare e universale che Dio ha assegnato a Maria nella storia della salvezza e, quindi, nella coscienza dei molteplici rapporti che Essa intrattiene con gli autori del progetto divino (la Trinità) e con i suoi destinatari (gli uomini). Per questo motivo lo studio della mariologia deve essere un compito permanente, come permanente è il ruolo e la presenza della Vergine nel mistero della Chiesa (n.1).

L'essenzialità del dato mariano nella fede cristiana è conseguente al posto che Maria occupa nella storia della salvezza in rapporto a Cristo e alla Chiesa. Ella, infatti, riflette nel modo più profondo e più limpido - dopo Cristo - le grandi opere di Dio, gli interventi di Dio nella storia della salvezza, che sono ciò che la teologia ha il compito di illustrare.

Alla chiusura della III sessione del CV II, Paolo VI affermava che "la conoscenza della vera dottrina cattolica su Maria costituirà sempre una chiave per l’ esatta comprensione del mistero di Cristo e della Chiesa".

Per capire dove si inserisce il discorso mariano, in maniera sintetica, vediamo qual è il rapporto di Maria con Cristo, con la Chiesa, con l’Umanità:

 In rapporto al Figlio, Maria è alla radice dell'"evento Cristo", perché questo - per disposizione divina - non è avvenuto senza Maria: è da lei che noi abbiamo Gesù nella primissima relazione che egli ha con l'umanità, perché è anch'egli uomo. Il vincolo indissolubile di Maria con Cristo non si limita all'incarnazione, ma si prolunga durante tutta la vita, infatti Maria ha "consacrato totalmente se stessa...alla persona e all'opera del Figlio, servendo al mistero della redenzione sotto di lui e con lui" (LG 63). Ella è, quindi, unita a lui nel suo essere e nel suo agire. Se in Maria "tutto è relativo a Cristo", ne consegue che "solo nel mistero di Cristo si chiarisce pienamente il suo mistero (n.19).

In rapporto alla Chiesa, ricordiamo il titolo di Mater Ecclesiae attribuitole da Paolo VI.

 La Lettera rammenta che Maria è "membro sovreminente e del tutto singolare" della Chiesa (n. 9); "In Maria tutto - i privilegi, la missione, il destino - è intrinsecamente riferibile anche al mistero della Chiesa. Ne deriva che nella misura in cui si approfondisce il mistero della Chiesa risplende più nitidamente il mistero di Maria. E, a sua volta, la Chiesa, contemplando Maria, conosce le proprie origini radicate nell'antico Israele, la sua intima natura, la sua missione di grazia, il destino di gloria, il cammino di fede che deve percorrere"(n.20).

In Maria tutto è riferibile all'uomo (n.21). E’una donna vissuta in un preciso contesto storico, in nulla sottratta al travaglio della vita. Essa è figura nodale nel rapporto tra fede e libertà, grazia e natura, tra chiamata divina e risposta umana.

Maria, dunque, è essenzialmente una creatura in relazione con: Dio, la Chiesa, l'uomo.

Studiare mariologia significa, perciò, entrare in una fitta rete di discipline (teologiche, antropologiche, sociali, ecc) che si incontrano nella figura di Maria.

 

Articolo degli studenti della SDFT

Pubblicato su “La Settimana” del 19 Febbraio 2012