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ATTENZIONE

l'esame di

TEOLOGIA MORALE II

Prof. don Pier Antonio CASTELLO

di Venerdì 7 aprile 2017

sarà 

dalle ore 16:00 alle ore 17:30


Rassegna stampa / Articoli 2012 / RIFLESSIONE SULLA QUARESIMA

Come spunto di meditazione per questo periodo quaresimale, vi proponiamo alcuni passaggi tratti dai lavori presentati da sr.M. Grazia Comparini smr, in occasione della giornata di studio  promossa dalla nostra scuola.

Introdotti da Maria a comprendere la sapienza della Croce:

Maria è colei che precede sempre: nella grazia e nella prova. La sua funzione è di prendere per mano i suoi figli e di educarli alla maturità della fede. Venerare lei accanto alla Croce e stare con lei accanto alla Croce del Figlio, è essere introdotti alla contemplazione di «Colui che hanno trafitto» (Gv 19,37) e alla comprensione della sapienza della Croce, «dove si consuma l’amore e sgorga la vita»,dove nella debolezza umana si manifesta la potenza di Dio, dove nella sconfitta momentanea si prepara la vittoria imperitura.

Prendendoci quasi per mano, Maria ci educa a raggiungere la maturità dell’esperienza evangelica, che consiste nell’accogliere «Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani....» (1 Cor 1,23.25). Chiamandoci a stare vicino non tanto alla Croce, quanto al Crocifisso, c’introduce alla contemplazione di Gesù «l’uomo dei dolori che ben conosce il patire» (Is 53,3), e ci educa ad entrare nel mistero dell’«Ora» di Cristo (cf Gv 2,4), cuore del kerigma, con l’obbedienza della fede.

Anche noi oggi come Chiesa siamo convocati presso la Croce con Maria e il discepolo amato (cf Gv 19,25-27). Siamo chiamati a stare presso la Croce per ricevere lo Spirito di Gesù (cf Gv 19,30); per essere testimoni dell' «amore sino alla fine» (Gv 13,1): l'amore di Gesù per suo Padre, l'amore di Gesù per ciascuno di noi.

La Croce è divenuta il luogo della misericordia senza confini, in cui si rivela il progetto salvifico del Padre: fare di Cristo il cuore del mondo. La Croce unisce, abbatte i muri di separazione, l’inimicizia, riconcilia gli uomini tra loro e con Dio (cf Ef 2,13-18). Gesù muore sulla Croce per «riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi» (Gv 11,52).

Presso la Croce Maria riceve una nuova figliolanza, non secondo la carne, ma secondo lo Spirito (cf Redemptoris Mater n. 23). È costituita da Gesù madre universale, madre di tutti i discepoli di suo Figlio, la madre della loro unità: «è chiamata a servire questo disegno di riparazione dell’unità infranta».

[….] Con il suo «sì» alla venuta di Dio nella storia, si è inserita nella beatitudine della misericordia e chi accoglie lei come Madre, secondo l'invito di Cristo Crocifisso (cf Gv 19,27), deve sintonizzare con il suo cuore compassionevole verso tutti i suoi figli sofferenti e oppressi, offesi e umiliati.

Accanto ad essi vogliamo imitare la Misericordiosa che, in piedi presso la croce, partecipò alla sofferenza del Figlio, recandogli il conforto della sua presenza, muta ma efficace. Dall'incontro con i suoi occhi misericordiosi siamo sollecitati a testimoniare una cultura di misericordia, che in concreto vuol dire accoglienza, comprensione, tenerezza, servizio, perdono.., e ciò non esime da un impegno costruttivo della civiltà dell'amore (cf Tertio Millennio Adveniente n. 51).

 

Articolo degli studenti della SDFT

Pubblicato su “La Settimana” del 25 Marzo 2012