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ATTENZIONE

l'esame di

TEOLOGIA MORALE II

Prof. don Pier Antonio CASTELLO

di Venerdì 7 aprile 2017

sarà 

dalle ore 16:00 alle ore 17:30


Rassegna stampa / Articoli 2009 / Intervento di don Damiano Furini

NOTIZIE DALLA SCUOLA DI TEOLOGIA

 

Concludiamo, oggi, la cronaca degli interventi fatti dai presidi delle scuole di Formazione Teologica intervenuti al 1° Forum della FEDERAZIONE SCUOLE DI FORMAZIONE TEOLOGICA DEL TRIVENETO svoltosi il 25 ottobre a Trento. Ve lo proponiamo come “ultimo” sia perché, secondo noi, è stato il contributo più chiaro ed esaustivo, sia perché è stato scritto da don Damiano Furini, direttore della nostra scuola di teologia.

Trascriviamo il testo in maniera integrale:« le Scuole di formazione teologica del Triveneto, hanno tutte compiuto, chi più chi meno, i 30 anni d’età: un tempo di vita abbastanza lungo che risponde un bisogno reale di accostamento alla teologia da parte dei laici del nostro territorio. Negli anni post-conciliari la teologia uscì dai seminari e incominciò ad essere offerta come patrimonio anche ai laici. Oggi mi sembra calata di molto la domanda, così come anche la proposta, di un approccio ragionato alla fede e all’esperienza ecclesiale: mi sembra che la caratteristica maggiore delle Chiese locali consista nella richiesta di servizi pastorali ai laici, ma troppo poco il capitolo formazione è al centro della preoccupazione dei pastori. Si chiedono servizi ai laici, ma poco si orienta a percorsi che portino ad una fede pensata e teologicamente matura. Credo importante il passaggio da una pastorale pratica ad una pastorale pensata: le urgenze dei servizi  non possono trovare facile scorciatoie in percorsi di formazione rapidi, pratici, tecnici. Le scuole di formazione teologica, nonostante questo, accolgono centinaia di laici ( migliaia ormai in questi 30 anni), che di gran lunga superano, credo, gli iscritti ai corsi accademici della teologia. Eppure questo servizio è lasciato al di fuori dell’attenzione delle Facoltà e delle scelte pastorali dei nostri Vescovi. Come mai? È forse una “ non-teologia”, o una teologia di serie B? La rapida secolarizzazione della società e le continue sollecitazioni cui è sottoposta, oggi, la fede del cristiano spingono, inoltre, molti semplici laici ad approfondire la sensatezza dell’atto di fede e a conoscere i dati biblici, storici e teologici del credo cristiano. Una buona fetta dei nostri iscritti appartiene ai cristiani comuni che scelgono questo servizio in forza di motivazioni personali.

In che cosa consiste la qualità di queste scuole?

La qualità è nel percorso sistematico che viene offerto, è nella preparazione accademica dei docenti. La qualità consiste nell’avviare alla riflessione sulle ragioni della fede: dare ragioni della speranza che abita l’esperienza cristiana, è urgente e attuale. La qualità è nell’aiutare la maturità del cristiano adulto, è nel dare fondamento teologico all’azione pastorale, è nel saper  valorizzare questi laici: come formatori di formatori, è nel saper proporre in modo personalizzato questo percorso.

Guardando in avanti…..

Un primo importante servizio di queste Scuole sarà quello di ritrovare, o meglio trovare, una collocazione ecclesiale all’interno delle nostre Diocesi. Non c’è evangelizzazione autentica senza un annuncio nuovo della fede per gli uomini del nostro tempo. Una Chiesa non preoccupata di avvicinare la teologia al popolo di Dio non sarà in grado di annunciare fedelmente il vangelo oggi. Un secondo importante servizio di queste scuole, non è tanto di dire in formato “compendio” tutto il sapere teologico, quanto di abilitare e sostenere ogni credente nel pensare la fede oggi. È un intento fondamentalmente metodologico quello che viene proposto attraverso lo studio delle varie discipline. Nell’interazione con il docente e con i fratelli nella fede, ciascuno è accompagnato nella crescita e nel racconto adulto della propria fede. Non so bene come, ma credo che l’interazione con la Facoltà di teologia non può tradursi formalmente solo in un mero patrocinio, come riconoscimento del percorso offerto. È teologia insegnata e praticata. Sono esperienze laboratori ali che possono davvero aiutare quella sapienza della fede che cresce a partire dall’esperienza vissuta e praticata del popolo di Dio. Un terzo importante servizio è di ordine culturale e sociale. Far conoscere ed offrire luoghi di dibattito e confronto sulla fede credo possa anche essere un contributo essenziale offerto alla comunità degli uomini che abita il nostro territorio. La possibilità di interazione con altre esperienze culturali potrà certo arricchire il dibattito sui grandi temi che riguardano la vita umana  e il suo significato. Un quarto punto, riguarda il capitolo formazione all’interno delle nostre chiese. È sempre di più cruciale porsi questa domanda nell’azione pastorale. L’agire pastorale della Chiesa è finalizzato a fare di ogni battezzato un discepolo del signore Gesù, portando la fede alla piena maturità e libertà di scelta. La formazione è essenziale in vista dell’azione pastorale, così che il “tradere” sia all’insegna della libertà. In tutto questo le SFT hanno un contributo importante da dare. Concludendo: la qualità della proposta offerta dalle nostre Scuole è certamente perfettibile, ma nell’insieme seria e sistematica. Va ripensata la collocazione ecclesiale e pastorale delle stesse, non considerandole scuole diocesane perché presenti nelle singole Diocesi, ma in quanto facenti parte strutturalmente dell’offerta formativa della Chiesa locale. Sono un’indispensabile opportunità di accesso al sapere ragionato della fede, sia in relazione ad un percorso di crescita personale, come anche ad un servizio pastorale in essa ».