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Rassegna stampa / Articoli 2009 / Gli esami

NOTIZIE DALLA SCUOLA DI TEOLOGIA

 

Dopo aver fatto una breve descrizione dei corsi che la Scuoladi Formazione Teologica propone, passiamo ora ad affrontare un altro spinoso tema: gli esami, perché sembra che questo sia uno dei motivi che scoraggia molti dal frequentare la scuola.

La questione  esame era emersa anche nel corso del Forum delle SFT del Triveneto ( del quale vi abbiamo parlato nella  Settimana n° 5), in quantola SFT di Bergamo, per aumentare le frequenze, aveva fatto la scelta di eliminare gli esami. Gli stessi studenti di Bergamo, però, si dichiararono insoddisfatti, perché, non dovendo sostenere l’esame, non si sentivano sollecitati ad approfondire le materie. Questa loro argomentazione  è stata sostenuta anche da tutte le scuole dove gli esami sono obbligatori, compresa la nostra, dove si frequentano 18 corsi e si sostengono 18 esami.

Forse la parola esame risveglia i ricordi e l’ansia che hanno accompagnato l’esame di terza media, la maturità o gli esami all’università. Bisogna però considerare che contesto e motivazione  sono totalmente diversi.

Chi frequenta ha famiglia, oppure lavora, o ha svariati impegni nella parrocchia ( oppure fa tutte queste cose insieme); ci sono pensionati con tempo libero e pensionate che tutto il giorno sono occupate con i nipotini. Eppure tutti trovano il tempo di frequentare e di sostenere gli esami con soddisfazione. Lo scoglio più grande è superare i primi, perché dopo si capisce che l’esame è in realtà un colloquio, con il quale far emergere quanto si è interiorizzato della materia, quanto, cioè,  la si è digerita e capita. I professori non sono lì con l’arma puntata alla testa pronti a eliminarti al primo errore. Sono persone consapevoli dello sforzo e dell’impegno che lo studente mette nell’affrontare la prova. Con questo non si vuol dire che non si debba studiare o che i testi siano di facile lettura. Gli esami non sono affatto semplici, ma fattibili; ogni persona ha tempi e modi propri, che dipendono dalle esperienze della vita. Uno ci può mettere anche un anno per prepararsi ad un esame, nessuno mette fretta, non ci sono scadenze. Il percorso viene intrapreso e portato avanti con quelli che sono i propri mezzi. Se una persona ha la costanza di superare i primi scogli, si accorge poi della ricchezza della proposta formativa. Infatti noi  che  frequentiamo il terzo anno e siamo prossimi al conseguimento del diploma, abbiamo chiesto al direttore di aggiungere dei corsi per l’anno prossimo perché ci sono dei temi che vorremmo approfondire. Non siamo delle scienze o dei masochisti, ma ci siamo appassionati. La consapevolezza di una fede matura, ragionata, di una ricerca interiore che non ha mai fine, sono la carica per affrontare qualsiasi esame.