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Nel mese di settembre la Segreteria sarà aperta:

Il martedì dalle ore 10:00 alle ore 12:00

Il giovedì dalle ore 17:00 alle 19:00

Il sabato dalle ore 10:00 alle 12:00


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Dal giorno 

4 settembre

al 29 settembre

saranno aperte 

le iscrizioni

per l'anno 2017/2018


Rassegna stampa / Articoli 2009 / I seminari

NOTIZIE DALLA SCUOLA DI TEOLOGIA

 

Dopo aver descritto i corsi e aver parlato degli esami, oggi vi illustreremo un’altra opportunità

( affiancata al percorso fondamentale ) chela Scuoladi Formazione Teologica offre agli studenti:

 il percorso di specializzazione.

Gli indirizzi di specializzazione sono tre: Evangelizzazione;Liturgia; Carità.

A partire dal secondo anno, lo studente sceglie l’indirizzo  per il quale si sente più portato e lo approfondisce frequentando dei seminari/laboratori semestrali. Si può scegliere di partecipare ai seminari/laboratori  proposti dalla scuola, a corsi messi già in atto da Uffici e Organizzazioni pastorali diocesani, o ad eventi formativi specifici di carattere nazionale o regionale, purché inerenti all’ambito prescelto. Il biennio di specializzazione, avendo  carattere di seminarietà, si basa su una profonda interazione studente-docente. I  laboratori sono infatti dei momenti di formazione nei quali l’apprendimento avviene sia mediante immersione in situazioni che fanno riferimento alla realtà in cui lo studente andrà ad operare, sia attraverso simulazioni reali. Questi percorsi di formazione offrono, perciò, gli strumenti per passare dalla teoria alla pratica.

Per chiarire meglio vi descriviamo, brevemente, come si è svolto il seminario/laboratorio di Liturgia, tenuto dal prof. Giovanni Melzi, al quale abbiamo partecipato. Titolo del corso era: Altare, Ambone, Sede: i luoghi liturgici nello spazio celebrativo cristiano. Il laboratorio aveva come scopo lo studio e la conoscenza dei tre luoghi liturgici dal punto di vista storico, artistico e simbolico. Siamo partiti dall’analisi dei tre luoghi liturgici nella tradizione delle prime comunità cristiane e poi abbiamo percorso le tappe storiche e le evoluzioni fondamentali che sono state alla base della tradizione liturgica fino al Concilio Vaticano II. Si è presa poi in esame la Costituzione Conciliare   Sacrosanctum Concilium, in particolare il cap. VII , che esprime la preoccupazione che gli edifici sacri siano idonei alle celebrazioni liturgiche nel nuovo spirito conciliare perché favoriscano la partecipazione attiva dell’assemblea. Dalla lettura dei vari articoli risulta che l’idoneità alla celebrazione va oltre il criterio di funzionalità e di partecipazione, in quanto, i segni coinvolti nella celebrazione, devono essere immagine e senso della profezia realizzata, del memoriale celebrato e dell’annuncio escatologico. Le forme, i materiali, le decorazioni e le collocazioni dell’Altare, dell’Ambone e della Sede, devono aiutare i fedeli a comprendere, in pienezza e con piena consapevolezza, il Mistero che celebrano. Per capire se le indicazioni conciliari erano state attuate, siamo andati a fotografare le Chiese delle nostre parrocchie e le abbiamo valutate assieme al professore, scoprendo che nessuna Chiesa ha applicato in pieno i criteri conciliari.

Assieme al professore siamo, poi, andati a Padova a vedere due esempi di adeguamento molto differenti tra loro: il Duomo di Padova e la cappella del convento francescano di S. Massimo, l’uno alquanto maestoso e imponente, l’altro essenziale e molto intimo.

 Il concretizzare nella pratica le cose studiate in teoria è stato veramente educativo, perché, oltre a permetterci una più attiva e consapevole partecipazione alla liturgia, ci ha dato un esempio di come farci portatori di novità e miglioramenti (ove possibile) nelle nostre singole realtà locali.

 

Studenti del terzo anno