Archivio

Appuntamenti

« Aprile 2017 »
Dom Lun Mar Mer Gio Ven Sab
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30

News

news 1 di 2

ATTENZIONE

Venerdì 21 aprile

il primo anno

avrà solo lezione

con il Prof.

Sacchetto Don Lino

Teologia Fondamentale

dalle 17:45

alle 21:00


news 2 di 2

Nella Bacheca

abbiamo

pubblicato

News

dal 

Centro Mariano


Rassegna stampa / Articoli 2009 / Intervista a Margherita Tinello

NOTIZIE DALLA SCUOLA DI TEOLOGIA

 

La proposta di oggi è l’intervista alla signora Margherita Tinello, studentessa del terzo anno, per capire come una donna che lavora, ha famiglia, figli, ed è impegnata nella sua parrocchia come catechista, vive quest’esperienza.

D- Cosa l’ha spinta ad iscriversi alla Scuola di Formazione Teologica?

Faccio la catechista da molto tempo; tre anni fa, dopo un anno in cui fare catechismo era stato particolarmente difficile, partecipai ad un convegno per catechisti e il Vescovo ci parlò della scuola.

Decisi così di iscrivermi come uditore al corso di Sacra Scrittura, perché era un argomento che  mi interessava approfondire. Poi la cosa mi è piaciuta, ho capito che dovevo approfondire il mio cammino di fede e che la scuola rispondeva alle mie esigenze interiori.

D-    Cosa  le piace ?

Mi  piacciono molto le materie che ci vengono insegnate; mi accorgo che, nonostante la difficoltà, sto acquisendo anche un linguaggio nuovo che mi accompagna in un percorso interiore, di forte crescita.

Ma la cosa che mi piace di più è il rapporto umano che si è costruito con i miei compagni di corso. Ho trovato degli amici, delle persone con le quali dialogare di argomenti che mi coinvolgono; con loro posso affrontare quei discorsi tematici che è impossibile trattare in altri contesti.

D- Trova  che la scuola sia difficile?

Si, effettivamente è un po’difficile. Anche perché il lavoro, la famiglia, la parrocchia, non mi lasciano tantissimo tempo. Però, con tenacia e con costanza, vedo che riesco. Bisogna capire che è una scuola, e come tale non può abbassarsi al tuo livello, sei tu che devi fare lo sforzo di alzarti al livello che la scuola propone, sennò non c’è una crescita, si rimane sempre lì. È difficile ma non impossibile. La si affronta ognuno con i suoi tempi e con i propri mezzi.

D- Cosa le ha dato la scuola di diverso rispetto alle sue esperienze precedenti?

La scuola mi ha dato la possibilità di aprirmi a livello mentale. Attraverso lo studio, ad esempio, ho capito cos’èla Misericordiadi Dio. Mi sono resa conto che, nonostante i vari percorsi formativi che fin da ragazza ho frequentato, la mia fede era rimasta a livello infantile. Già da qualche anno, con il catechismo, avevo iniziato un percorso di formazione, ma rimanevano ancora zone d’ombra e così mi sono messa di buona volontà. È stato importante capire, attraverso lo studio, che la ricerca  anche se faticosa , è importante per la propria fede, è un processo che una volta innescato (per tua volontà), non si ferma più.

D- Cosa potrebbe consigliare a chi legge quest’articolo?

Io direi alle persone di guardarsi dentro per capire se hanno voglia di crescere, di fare un balzo in avanti e, se dentro di loro avvertono quest’esigenza, di venire senza timore alla scuola di Teologia, senza paura dell’esame o del voto. È un sacrificio, non posso negarlo, perché è una scuola nel vero senso della parola, e perciò bisogna essere consapevoli delle difficoltà che ci possono essere. È difficoltoso anche aprirsi alle nuove chiavi di lettura, perché ognuno si porta dietro le sue esperienze, ha i propri costrutti mentali.  Ma il sacrificio è ampiamente ricompensato dalle ricchezze interiori che si acquisiscono grazie allo studio.