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Rassegna stampa / Articoli 2011 / Intervista a Claudio Lucchiari

Oggi vi proponiamo l’intervista di Claudio Lucchiari, studente della nostra Scuola di Formazione Teologica, che sta completando il triennio di base e che fa parte del gruppo di studenti che coadiuvano il direttore nella organizzazione delle attività extra corso.

D: Perché ti sei iscritto ?

 Mi sono iscritto nel 2008 per due motivi: primo per dare un fondo di razionalità all’atto di libera adesione alla fede cristiana; secondo perché nel nostro tempo, se non hai gli strumenti di conoscenza appropriati, rischi di essere messo alle corde, chiuso sulla difensiva, dicendo solo dei no che non sai motivare, o, peggio, di essere messo al tappeto, affermando che va bene tutto ed il suo contrario, appiattendoti sulla mentalità di questo secolo.

D:Qual è la cosa che più ti piace della scuola ?.

 Mi piace intenderela SDFTcome il luogo dove il compreso cristiano-ecclesiale, si può cogliere in modo sistemico, scientifico, mettendo in risalto la ricchezza della rivelazione e la centralità di Cristo. Un luogo dove la teologia cerca di “ spiegare e approfondire il vero e duraturo senso della fede”, cercando di intuire tutti gli sviluppi e le implicazioni che essa ha con la dottrina e la vita.

D: Cosa ti ha dato la scuola ?

La scuola aiuta a compiere un passo verso la maturità cristiana che è realmente tale quando è armonica, integrale, fonte di coerenza personale nei pensieri e nelle azioni; ed è anche dinamica per essere al passo con i rapidi mutamenti socio-culturali, che impongono una continua revisione di mentalità, superando posizioni costituite, obbligandoci ad un vigile confronto della nostra fede con le nuove situazioni. Ecco l’importanza della scuola: solo se si sono poste solide basi si può mutare, discernere ciò che è essenziale da ciò che è instabile, senza che la propria fedeltà sia messa in pericolo.

D: Che cosa aggiungeresti alla scuola o come vorresti evolvesse ?

Credo che il percorso intrapreso dalla SDFT di attivare i seminari permanenti aperti a tutti, sia la formula giusta per continuare con tranquillità ad approfondire le tematiche trattate durante il corso triennale e la specializzazione. Spero che questa proposta sia accolta e valorizzata dagli studenti al termine degli studi rimanendo attivi all’interno della scuola.

Mi piacerebbe chela SDFT, diventasse punto di riferimento per la formazione cristiana e luogo di dialogo, tra la voce della fede e la voce della cultura nella nostra diocesi.

 

Articolo degli studenti della SDFT

Pubblicato su “La Settimana” del 27 /Marzo /2011